Gerardo Giordanelli

Radici, storia e immaginazione rischiarano il cammino

Nazione interrotta. Storia di Orlando, Astolfo, Bradamante e gli altri

Il Nuovo Romanzo di Gerardo Giordanelli

Titolo Libro

Notizie sull’autore

Gerardo Giordanelli è laureato in Lettere e filosofia. Pur dirottato dalla vita verso altri approdi, ha continuato in direzione ostinata e contraria a coltivare gli interessi originari.

Nel 2010 ha pubblicato la raccolta di racconti Fughe d’inchiostro (Premio “L’incontro”).

È del 2012 il romanzo Luce e carbone a Marcinelle (Premio “Mondolibro”), che tratta dell’emigrazione italiana in Europa al tempo della nota sciagura nella miniera belga.

Nel 2015 è uscito il romanzo breve Osteria con uso di cucina (Premio “L’ora d’aria”), in cui, avvalendosi di un’ambientazione noir, l’autore cerca di scrutare una città di provincia, colta al momento di trapasso nei tempi moderni.

Cenni sull’opera

Ricorrendo a personaggi, episodi e atmosfere dell’Orlando furioso, il romanzo Nazione interrotta si rivela un’originale ma rigorosa ricostruzione delle vicende che portarono all’unificazione della penisola.

Gli “artifici fantastici” del furioso vengono usati per demistificare le finzioni ideologiche e le testarde rimozioni che ancora accompagnano la vita dello Stato unitario.

I conflitti interiori di cavalieri e amazzoni sottolineano nel romanzo lo stridore fra il Risorgimento degli ideali e il grumo di interessi che affratellava “menti raffinatissime” e che di fatto ha guidato il processo unitario.

Nel crogiuolo dell’unificazione ritroviamo così i caratteri costitutivi dell’Italia di oggi – sperequazioni e iniquità, censure e prepotenze, segreti inconfessabili e trame occulte, strategia della tensione e patti scellerati.

Il tutto però narrato con mano leggera e, spesso, divertita, suscitando una lettura coinvolgente e instancabile.

In margine alle opere

Da anni meditavo di scrivere una fabula che avesse per contesto l’unificazione della penisola. Lo stato attuale del paese, la sua opacità, le sue sperequazioni, le trame ricorrenti mi spingevano a interrogarmi sulla genesi dello Stato unitario, ad accertare le modalità e gli obiettivi che ne avevano guidato la costruzione.

Al contempo rimuginavo sul modo di imbrigliare il peso e lo spessore di quel contesto, evitando che condizionasse il dipanarsi del romanzo. Per caso, trovai la chiave che mi sembrò quella giusta. Stavo risalendo in auto la A3 SA-RC – pensate, l’unica grande opera infrastrutturale costruita al sud in 160 anni di Stato unitario! – quando giunsi alle pendici del Pollino. Il massiccio innevato si stendeva come una barriera dal Tirreno allo Jonio, al confine fra Calabria e Basilicata.

Mi venne subito in mente un’altra catena montuosa – i Pirenei – che da una costa all’altra segna il confine fra Spagna e Francia. Per associazione di idee, il pensiero corse subito ad Ariosto, all’Orlando furioso che nei Pirenei trova uno dei suoi luoghi di elezione.

Quel richiamo mi aprì un mondo. La leggerezza del furioso, la sua ironia, la varietà di toni, episodi e atmosfere mi apparvero subito come la migliore soluzione ai miei assilli. La storia, i personaggi, le singole scene, tutto cominciò a squadernarsi con vivacità davanti ai miei occhi.

Mi restava solo da scrivere, come se fosse poco …

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